Sono bisessuale e racconto cos’è la bifobia

Ho sempre saputo di essere bisessuale, la mia prima cotta era una bella biondina, avevo sei anni. La seconda un bel moretto, ne avevo sette. Quasi tutte le mie attrazioni sono state a prescindere dal sesso e dal genere della persona da cui mi sentivo attratta. Ho sempre cercato di viverla come una cosa spontanea e ce l’ho fatta finchè non è arrivato il confronto con il mondo esterno. La mia prima fidanzatina, dopo avermi lasciata per un ragazzo, mi dichiarò che quella era stata solo una fase e che probabilmente lo era anche per me, perchè era stato bello e tutto, “ma insomma o ti piace il pisello, o ti piace la patata”. Dopo questo episodio, ho cercato confronto e conforto in un’associazione di lesbiche, uscendone con le ossa rotte. Le battute sulla “bisessualità che non esiste”, sentire definire donne che dichiaravano la loro bisessualità, pur essendo impegnate in un rapporto con un uomo, “velate” e tutta una lunga serie di frasi, gesti, azioni, che avevano un chiaro nome: bifobia.

Ormai convinta che fosse effettivamente una cosa innaturale, vivevo le mie attrazioni con un grande senso di colpa, sapevo di non essere lesbica e sapevo di non essere etero, ma se “la bisessualità non esiste”, allora io cosa ero? Qualche anno dopo, ho iniziato a conoscere le teorie queer, capendo che nel mio sentire non c’era proprio nulla di sbagliato. All’interno del movimento queer, però, spesso capitava di parlare di quanto fosse binario il termine bisessuale, perchè escludeva un sacco di identità di genere. Ben felice di non dover usare più il termine bisessuale, che mi aveva provocato solo drammi e dolori, ho iniziato a definirmi “pansessuale”, notando che improvvisamente la gente cambiava reazione. Le stesse lesbiche che facevano battute sulla “bisessualità che non esiste”, se ne uscivano con sparate del tipo “beh, questo termine mi piace di più, più inclusivo”. Più inclusivo rispetto a chi e cosa?

Detto magari da persone che non potrebbero mai provare attrazione per donne che non sono nate con una vagina, o con un’identità di genere non conforme. Dopo vari episodi di questo tipo, ho deciso di riappropriarmi della parola bisessuale, facendone un uso politico. Io rivendico la mia bisessualità e smonto tutti i preconcetti.
Come mi percepiscono gli altri? Di solito la reazione varia da un misto di eccitazione da parte del maschio etero medio, che già si immagina meravigliose ammucchiate, prese in prestito da qualche porno mainstream, in cui il protagonista principale è il suo pene (come se bisessuale fosse necessariamente un sinonimo di promiscu* e tutte le donne bisessuali non vedessero l’ora di andare a letto con lui), all’incazzatura quando la ragazza che ha puntato preferisce me a lui e capisce che la fantasia resterà tale.
Per quanto riguarda l’ambiente lesbico/gay… spesso, se dopo avermi visto con una ragazza, mi vedono con un ragazzo, mi appioppano il simpatico appellativo di “eterocuriosa”, mentre la volta prima, quando slinguavo allegramente con quella bella ragazza, ero la “lesbica fatta e finita”.
Vorrei provare a creare una serie di frasi tipiche e risposte, che ogni bisessuale si trova a dover affrontare (spero di sentirmi dire queste cose sempre meno, quindi ci provo a metterle per iscritto, casomai qualche mi* futur* conoscente passasse di qua). Ricordiamoci che alcune risposte non possono essere indicative per tutte le persone bisessuali. E che una buona dose di ironia sarebbe gradita.

* Avrei sempre paura che il/la mi* partner mi lasciasse per qualcuno del sesso opposto al mio.

Se avete scelto di vivere una relazione monogama, questa possibilità è identica a quella di trovarsi traditi con una persona del vostro stesso sesso/genere. Non è che ci manca qualcosa se stiamo in una relazione con una persona di un sesso/genere particolare. Altrimenti come mi spiegate tutti i tradimenti e sotterfugi nelle coppie etero e gay?

* Le persone bisessuali non riescono a stare in relazioni monogame. 

Come sopra, aggiungendo anche una spiegazione. Moltissime persone bisessuali e queer fanno parte della comunità poliamorosa, ma questo non vuol dire che non esistano bisessuali monogam*. Ce ne sono tantissim*, sia in relazioni da anni con persone dello stesso sesso o genere, che di altri. I bisessuali monogami sono la maggioranza, proprio perchè è la maggioranza delle persone ad avere relazioni chiuse. Il problema è che sono invisibili, perchè identificat* come etero, o gay, a seconda del/la partner. Magari sarebbe il caso di smetterla di dare per scontato l’orientamento sessuale altrui, semplicemente.

* La bisessualità è una fase prima di prendere una scelta definitiva

E’ vero che molti sperimentano, prima di definirsi, poi, etero, o omosessuali. E’ altrettanto vero che ci sono persone che si scoprono bisessuali in età matura. E’ altrettanto vero, ancora, che ci sono persone, come me, che bisessuali lo sono sempre state. Che l’orientamento sessuale sia una cosa fluida, non lo dico io, ma studi di ogni genere e se provate a fare il test di kinsey in varie fasi della vita, è molto probabile che nell’arco della stessa, il vostro orientamento sessuale possa cambiare, anche solo leggermente. Io stessa ho momenti in cui mi sento maggiormente attratta dagli uomini, altri dalle donne, altre ancora da persone genderqueer e simili. In certi periodi, invece, mi succede di stare proprio nel mezzo ed è favoloso, perchè come diceva Woody Allen: “raddoppia immediatamente le tue chance il sabato sera”. Ma ciascun* di noi vive la sessualità in maniera diversa e giuro, non vi insulterò mai, se starete fino alla fine dei vostri giorni, al gradino 0 o 6 della scala di kinsey.

* Le persone bisessuali non fanno associazionismo.

Falso. Le persone bisessuali spesso si allontanano da un certo tipo di associazionismo normativo, perchè si sentono poco accolte e spesso anche insultate. Nello statuto di arcilesbica, ad esempio, sono presenti le lettere lgt ed è stata completamente rimossa la b. Ci sono invece associazioni, che ci accolgono volentieri dandoci spazio, in cui la maggioranza del direttivo è appunto formato da persone bisessuali. Per quanto riguarda i collettivi, quelli queer, sono, di fatto, formati da persone prevalentemente bisessuali (anche se solitamente preferiscono definirsi in un altro modo- leggere bisessuale=binario, sotto).

* Bisessuale è un termine binario perchè i generi sono più di 2 e bla bla bla.

Storicamente, la comunità bisessuale è sempre stata quella più accogliente nei confronti delle persone trans e con generi non conformi, ma le rivendicazioni delle persone bisessuali, sono nate in periodi storici in cui non esistevano termini adatti a descrivere l’attrazione per persone con generi non binari. La parola bisessuale, così come omosessuale, è stata creata dalle istituzioni mediche, non dalle persone direttamente interessate. Le persone bisessuali hanno sempre rivendicato il significato della parola come: “Potenziale attrazione per più di un sesso/genere”. (per approfondire: https://radicalbi.wordpress.com/ )

Insomma, tutto questo è il mio contributo di oggi, in una lotta che coinvolge noi bisessuali quotidiamente. Cercare di contrastare la bifobia, sia all’interno del movimento lgbtiq, che fuori.

Fonte: Abbatto i Muri

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