L’identità bisessuale aiuta a riconoscerci: perché rinunciarci?

Premetto: ho diciannove anni, ho fatto coming out da poco, neanche quello serio dove raduni la famiglia e glielo dici in faccia, no, pian piano. Devo anche ammettere che non vengo da una famiglia particolarmente religiosa, o eterosessista, non ho mai vissuto male il mio modo di amare, bene o male dopo che ho fatto ordine dopo un periodo bruttissimo, sono giunta a questa conclusione. Qualcuno ha smesso di parlarmi, qualcuno l’ha presa bene, qualcun altro ha detto di averlo sempre saputo, tant’è che: “Beh, dopotutto ci stava bene con la tua persona, lo sapevo.”

Non sono le persone eterosessuali il mio problema, anche se hanno molte curiosità e io, nei limiti delle mie conoscenze cerco sempre di soddisfarle, perché credo fermamente che il dialogo è la soluzione a tutto. Fino al mio coming-out non avevo idea di come mi sarei sentita trovata male in un posto che dovrebbe anche essere mio.

Dopo un po’ un certo comportamento ha iniziato a irritarmi. Mi irritavo perché quello che dicevo non aveva la benché minima considerazione da parte degli altri. Una volta, un uomo ha scritto un post dove affermava che “era stufo di vedere il suo compagno gay trattato come un cittadino di serie B” e subito i commenti sotto “Per me sei un po’ confuso, se non sei gay perché stai con un uomo?”. Stavo per scrivere un commento di insulti di tremila caratteri, ma poi ho lasciato perdere, la trovo una battaglia persa in partenza. Non mi sento la benvenuta in questo tipo di luoghi. Non più. Mi sembra che il mio “status” sia passato da “alleata” a “stronza”.

Vedo gente che straparla di omofobia tutto il giorno per poi dire “che la bisessualità non esiste”, che “sono confusa”. Sono una persona tendente in un modo abbastanza irritante al fazioso, non penso di essere confusa su niente. Poi ci sono quelli che tentano di dividerti a metà. Nel senso che iniziano a parlare “alla\della tua parte etero” o cose così. Io però sono tutta intera e rimango abbastanza perplessa a sentire queste affermazioni: mi offendono addirittura. Io non sono un patchwork di orientamenti sessuali. Io sono una persona fatta e finita, che prova sentimenti esattamente come tutt* gli\le altr* e questi sentimenti non sono diversi. Non sono “mezza lesbica” e “mezza etero”. Sono bisessuale. La mia attrazione per “due o più generi”, non è formata da linee parallele, è una linea sola. Una linea che mi piace ma che in molti, quasi esclusivamente però appartenenti a quello che un* not* attivista bisessuale definisce come “associazioni GGGG” mi fanno un po’ vivere male. A volte mi dicono anche di peggio, qualcuno dice che lo faccio apposta perché “va di moda”. Va di moda cosa? Non esistere? Non è molto carino.

Tratto un ultimo punto, forse quello più interessante. Ho letto che molt* di quell* che hanno commentato dicevano che sarebbe meglio eliminare qualsiasi “etichetta”. Il problema è che questa magica parolina (bisex) è molto spesso l’unica cosa che fa sentire la nostra esistenza. Mai e poi mai ho sentito lo stesso discorso rivolto a persone omosessuali o eterosessuali. Solo e sempre soltanto a noi. No, per favore. Le etichette non sono il male del mondo, aiutano a riconoscerci, come aiutano molte persone a stare meglio con sé stesse perché riescono a dare un nome a quello che provano e a quello che sono. Non è una separazione (dal resto del mondo), è un chiamare le cose con il loro nome, perché queste “cose” vengono costantemente ignorate. Un po’ come la storia raccontata da chi dice che i ragni sono insetti quando in realtà sono aracnidi.

Non c’è un insieme più grande, c’è un gruppo di persone che vuole avere il diritto di esistere, e dicendo queste cose state contribuendo a cancellare la nostra esistenza. Io capisco benissimo che non sia una cosa molto facile da capire, che forse c’è un po’ di confusione, che gli stereotipi sono tanti, ma non posso accettare che mi venga detto come devo fare, tanto per fare un inglesismo, “awareness”. Awareness significa portare alla luce, scoprire. Come mai potrei fare questo se non mi avvalessi della parola “bisessuale”? Non potrei, dovrei rinunciare alla mia identità. E io non voglio rinunciare alla mia identità per soddisfare l’anticonformismo di qualcuno.

Fonte: Abbatto i Muri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...